lunedì 7 novembre 2022

Storytelling Chronicles #14

 

Rubrica a cadenza mensile ideata da Lara della Nicchia Letteraria

Buonasera a tutti! Finalmente, riprovo a tornare con questa rubrica. Ho ancora molto da fare per tornare con dello scritto decente ma ce la sto mettendo tutta. I buoni propositi ci sono. Dunque, per questa volta le tracce da seguire erano questi. Vediamo che ho combinato.
1) I protagonisti devono essere cinque e devono essere tutti amici.
2) La storia deve descrivere un loro classico sabato sera in compagnia.
3) Deve esserci almeno un colpo di scena da far cascare le braccia.
4) Dovete citare al più tre colori diversi, non importa il come o il perché.
5) Avete presente le due canzoni che state ascoltando di più in questo periodo? Mettetecele.
6) Il finale deve indurre il lettore a porsi domande, ergo deve essere aperto.
7) Non superate le 3000 parole, controllerò personalmente se sgarrerete.
8 ) Infine, nella prosa e/o nei dialoghi dovranno apparire minimo otto domande.

Sogni per il futuro


TRAMA: Cinque amici si ritrovano a distanza di anni. Ma manca uno all'appello. Dove sarà mai?
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Londra, 2006
Di solito i bambini trascorrevano il loro tempo giocando con i videogames o con giocattoli di plastica. Non ci pensavano spesso a usarlo per stimolare la mente con libri e film che parlavano di storie, avventure e leggende. Ma loro erano diversi. 
Cinque amici, di cui due vicini di casa, stavano passando il sabato sera vedendo, di nascosto dai genitori che erano usciti a cena insieme, il film “Il primo cavaliere”.  Avendo tutti sette anni, furono lasciati alle cure di una babysitter che da qualche ora sonnecchiava sul divano del soggiorno. 
-Non è giusto! Perché Ginevra non fugge con Lancillotto se lo ama?- esclamò indignata la piccola Lily. Con i suoi boccoli biondi e gli occhi blu come il mare, era la più carina della sua classe e sembrava una principessa.
-Shhhh... zitta! Quella vecchia brontolona di Agnes non deve svegliarsi. Lo sai che i nostri genitori non vogliono che vediamo questo genere di film.- la ammonì Abel. Lui era il proprietario della stanza in cui stavano passando la serata, essendo l'unico di loro ad avere la tv personale, ed era quello più secchione. Aveva i capelli neri e gli occhi di un azzurro chiaro che ricordavano il ghiaccio.
-Sì, lo so. Che esagerati. Pensano che siano solo per adulti. Ma non è vero! Noi non rimaniamo scandalizzati per un po' di sangue.- sbuffò la biondina.
-A me dà solo fastidio quando si baciano. Che schifo! Potevamo scegliere qualcosa di più avventuroso e meno da femminucce?- protestò Nathaniel. Lui era il più ribelle tra loro, il cruccio dei suoi genitori. I suoi capelli e i suoi occhi erano del colore del cioccolato.
-Ehy!- esclamarono le bambine del gruppo. Essendo due contro tre, Lily e Juliet si davano spesso man forte. Ma se Lily era bella come una principessa, Juliet lo era come una fata dei boschi con i suoi bellissimi capelli castani e gli occhi verde chiari.
-Shhh... non fate casino! Stiamo quasi alla fine.- disse Mark. Era colui che cercava sempre le pecche nei film d'avventura. Sembrava avere la mente di un adulto ma l'aspetto era quello di un angioletto. Biondo e con gli occhi verde oliva.
Passarono poco più di venti minuti buoni prima che il film terminasse e lasciasse i bambini con opinioni contrastanti. 
-Mi dispiace tanto che il re sia morto ma almeno Lancillotto e Ginevra potranno stare insieme.- commentò Lily.
-Ma secondo voi è giusto per loro essere felici dopo una simile perdita?- domandò Nathaniel.
-Che c'è? Adesso ti metti a fare l'esperto in amore?- lo beffeggiò Abel.
-Certo che no tuttavia è normale farsi una simile domanda. Odio quando devono far morire un rivale per far avere il lieto fine all'altro.- 
-A chi lo dici.- disse Juliet.
-Ok, ok... per stasera direi basta così. La prossima volta che vogliamo vederci?- chiese Mark, togliendo il dvd dal lettore. 
Abel sbadigliò, ribadendo che era proprio ora di andare a dormire. 
-Indiana Jones!- esclamò il piccolo Nate.
-Ancora? Avremo visto quei film almeno dieci volte.- sbuffò Abel.
-Lo so ma adoro troppo il suo personaggio. Avete visto, poi, che posti meravigliosi?- 
Il bambino non lo aveva mai rivelato a nessuno ma in futuro voleva essere scoprire il mondo che c'era fuori dal suo Paese. In particolare gli sarebbe piaciuto visitare Petra. Ne era rimasto affascinato proprio guardando Indiana Jones.
-Sì, ok, tutto magnifico, ma dovremo cambiare ogni tanto dai soliti film.-
E da lì scaturì un dibattito che durò un quarto d'ora finché Juliet non sbuffò, mostrando il suo malcontento.
-Abbiamo deciso il film per la prossima volta ma non vorrete davvero andare a dormire adesso? Io non ho ancora sonno.-
-In effetti, neanch'io.- concordò Nate.
Alla fine, gli unici che avevano il sonno facile erano Abel e Mark ma gli toccò aspettare prima di toccare il letto.
-Allora che vogliamo fare?- chiese Lily.
Rimasero a rimuginare per qualche secondo e alla fine venne un idea a Juliet.
-Tempo fa ho letto in un libro di una scatola del tempo. Una scatola dove ci si mettono delle cose a noi preziose. Si sotterra e si riapre dopo qualche anno. Un modo per rivivere i ricordi d'infanzia anche quando si è adulti. Potremo farla anche noi.-
Gli altri rimasero a sentire interessati.
-Che bello ma... al momento non abbiamo niente che possiamo mettere nella scatola.- disse Lily.
Altri secondi di silenzio poi venne l'illuminazione ad Abel.
-Possiamo metterci i nostri desideri. Ognuno di noi avrà un cartoncino di colore diverso e ci scriverà cosa vorremmo fare da grandi. Quando avremo compiuto venticinque anni, ci ritroveremo qui a vedere se i nostri desideri si sono avverati. Che ne pensate?-
-Ottima idea! Ci sto!- disse Nate.
E quella sera, i cinque amici chiusero dentro una scatola il loro possibile futuro. 

Anni dopo
Il suono di un campanello si fece sentire in casa Coleman. Un emozionato venticinquenne andò ad aprire trovandosi faccia a faccia con le persone a lui più care. Abel sorrise, subito ricambiato dagli altri.
La vita, tutto sommato, era stata generosa con loro. Nonostante gli studi e il lavoro li avessero tenuti lontani varie volte, riuscivano sempre a incontrarsi di nuovo e a passare ancora del tempo insieme. Gli anni non avevano affievolito il loro legame, anzi, tra Abel e Lily si era addirittura rafforzato al liceo trasformando la loro amicizia in amore.
Abel stava imparando per diventare un regista ed era andato ad abitare vicino al lavoro. Era ritornato a casa dei suoi, solo per questo incontro e per dissotterrare la scatola che avevano riempito da bambini. 
Lily lavorava per un'azienda di cosmetici e solo di recente stava pensando di andare a convivere con Abel.
Mentre Mark e Juliet erano diventati colleghi. Vinsero entrambi il concorso nella polizia e ora salvaguardavano due quartieri diversi di Londra. Nonostante avessero tanto in comune, tra loro non c'è mai stato del tenero. Si volevano bene come fratello e sorella, niente di più. E poi, Juliet ha da sempre avuto un debole per Nathaniel. Peccato solo che per lui era più importante il suo lavoro di archeologo che lei. Ci hanno provato a frequentarsi al liceo, è andata male, ma questo non significava che i sentimenti di lei fossero cambiati. Si era promessa che se entro i trent'anni non fosse riuscita a vincere il suo cuore, avrebbe dato opportunità a qualcun altro. C'era da vedere. Per il momento, non erano rimasti in contatto da qualche anno, tuttavia sapeva che con Mark e Abel si sentisse di più. Molte volte ha aspettato si facesse sentire la suoneria che aveva associato al suo contatto, Baby I love your way dei Big Mountain, e invece sentiva solo quella generica, Circus di Britney Spears.
Mentre Abel sistemava la scatola sul tavolo, chiacchierarono del più e del meno. Si aggiornarono sulle loro situazioni, ricordarono dei simpatici siparietti fatti da bambini e spettegolarono sulle conoscenze comuni.
Lily guardò l'ora. Erano ormai le diciotto passate e ancora non si vedeva una persona.
-Ragazzi, ma dov'è Nate?- 
Un brutto presentimento attraversò la mente di Juliet e il cuore subì una stretta dolorosa. In effetti non era da lui questo ritardo senza avvisare. Era sempre stato un tipo preciso. 
Mark si scambiò un'occhiata preoccupata con Abel per poi decidere di chiamare Nate. Non ricevendo risposta, provò a casa dei genitori dell'amico. Loro risposero quasi subito ma non avevano buone notizie. Dopo qualche minuto, i ragazzi videro il biondo sbiancare.
Chiuse la chiamata e guardò la combriccola.
-Mi hanno detto i suoi che è andato in Giordania un paio di mesi fa e non si sa che fine abbia fatto.-
Cosa? 
Lily non riusciva a credere alle sue orecchie, come Juliet e Abel del resto. Non si erano sentiti per qualche tempo ma non immaginavano certo che il ragazzo sarebbe mancato al raduno amichevole.
Abel si girò per guardare la scatola. Aveva tanto desiderato scoprire insieme all'amico il suo sogno d'infanzia se si era avverato ma... in quel momento non era più sicuro di niente.
Dopo qualche secondo fu Mark ad aprire il foglietto con il sogno di Nate e sospirò sconfitto. Forse aveva visto troppi film ma sperava ci fosse qualche indizio per sapere dove era l'amico. Invece c'era solo una frase che sapeva di infinito.
Scoprire il mondo.
A quanto pare il sogno di Nate si stava avverando anno per anno ma... dov'era finito? I suoi amici speravano solo che non si fosse cacciato in guai seri.


FINE

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Si vede che ho scritto in modo sbrigativo questo racconto ma, a parte l'ansia per soddisfare tutte le tracce, non avevo ancora abbastanza ispirazione e ho voluto finire la tortura il prima possibile. Mea culpa. Spero comunque che non vi dispiaccia. Ci sentiamo alla prossima.