mercoledì 9 dicembre 2015

Recensione - Petali di Luna di Rosie M. Stuart


Titolo Petali Di Luna (Once Upon a Steam – Episodio II)
Autore R. M. Stuart
Genere Steampunk/Fantasy
Pagine 104
Prezzo 0,99 ebook (gratis per kindle unlimited)
Data di uscita 17 novembre


Presentazione del progetto

Steamwood non è un regno da favola. È immerso nel vapore e le sue esalazioni nascondono le stelle, lasciando intravedere nel cielo soltanto una cupa vastità illuminata da due lune gemelle. In un’ambientazione a tratti vittoriana e a tratti steampunk, si muovono i protagonisti delle novelle della serie, incontrandosi – e scontrandosi – sullo sfondo di un universo in bilico tra l’incanto e una minacciosa profezia circa l’arrivo della Stagione dell’Insomnia. Il Narratante, una figura misteriosa senza volto né voce, farà da collante alle varie storie, manifestandosi in modi sorprendenti. Ogni racconto è la rivisitazione di una fiaba classica, ben conosciuta dai lettori, ma che si rivelerà ai loro occhi con nuove sfumature.


SINOSSI

In una Londra dalle sfumature gotiche, sospesa nel tempo, un amore tormentato sboccia come un fiore lunare nel cuore della notte. Lei principessa, lui antieroe, un’unione ambigua ma tanto forte che nemmeno la magia può spezzare. Rose e Tristan, cresciuti assieme in una (ir)realtà umana, si amano, si desiderano, finché la vita chiede loro un dazio da pagare. Infatti una maledizione aleggia su Rose, una maledizione fatta di rancore e antichità, anche se Tristan veglia su di lei con incondizionata devozione. Tuttavia l’amore non è una favola, forse è una tragedia. Tristan lo scopre a sue spese, così perfino la fiera Rose che – senza speranza, senza più lacrime, senza aspettative – è vittima del sonno eterno diventando quindi “la bella addormentata”, proprio come Malefica le aveva predetto alla nascita. Sarà la morte più potente della sorte? Passione, sortilegi, viaggi inter dimensionali: un vortice di musica e sensazioni che avrà inizio e fine a Steamwood.



GIUDIZIO PERSONALE:

Rosie non si smentisce mai. Avevo già letto di suo "Quel silenzio fra noi" - molto piaciuto - e in questa rivisitazione in chiave steampunk l'ho trovata migliorata. Scrive in modo fluido, gradevole e dalle sue parole traspare ogni emozione dalla passione al tormento. Nella precedente novella delle Once upon a steam - serie progettata dalla Dunwich Edizioni per deliziare noi lettori di steampunk e di favole - Ornella Calcagnile ci ha fatto conoscere una versione molto interessante di Biancaneve, o meglio di sua figlia, ed ora è il turno di Rosie con la rivisitazione della Bella Addormentata. Non pensate di trovarci il principe Filippo, poiché il lui dal cuore nobile ha un nuovo nome: Tristan.

Mi accarezza una guancia, fino alla bocca. Rimane lì, con occhi e dita, con il sospiro di mille sospiri. Tremante. Indeciso. Ma io sono decisa, è da troppo che ci giriamo intorno, e al dia­volo qualsiasi sorta di logicità: voglio baciarlo, baciarlo davve­ro, baciarlo per la prima volta per tutta l’eternità.
   Lo faccio e lui non si oppone. Le nostre labbra si conoscono, si sfiorano con impazienza, morbide si saggiano. È una meraviglia specia­le, che ingarbuglia le corde dell’anima, che entra dentro e unisce per sempre e oltre. Lui non si muove, neanche io, stiamo lì congiunti ma – in un modo insensato – un po’ lontani.
   Tristan si scosta piano, mi scruta, vuole dire qualcosa, forse quel qualcosa che ammetterei pure io dopo questo bacio. «Non dovevo», bisbiglia roco, «ma volevo.»
   «Fallo tutte le volte che vuoi, è un ordine.»
   Gli brillano gli occhi, un baluginio virile e fuori controllo. In fin dei conti è un uomo con l’istinto da lupo, che sa dominarsi per il mio bene, che d’ora in poi si avvicinerà a me senza indugio perché questa è la mia volontà.
   Mi bacerà perché io l’ho detto e lui l’ha desiderato.

Rose e Tristan sono cresciuti insieme sotto la tutela delle fate Daphne e Flora. Per cercare di sviare la maledizione di sonno eterno scagliato da Malefica sulla neonata Rose, lei con il suo famiglio metà lupo, Tristan, vivono in esilio nella Londra vittoriana. Loro in realtà sono abitanti di Steamwood, un mondo fatto di vapori, ingranaggi e con due lune a illuminare il cielo. Non è assolutamente un posto da sogno ma è lì che vivono i personaggi delle fiabe che molti di noi conoscono tramite autori come i fratelli Grimm. 
La principessa e il suo famiglio si amano, si appartengono tuttavia non sono nati per stare insieme. Il compito di Tristan è proteggerla, non amarla e desiderarla con tutto se stesso ma il loro amore grida a gran voce per essere vissuto. Tramite la musica del suo violino, Rose trasmette i suoi sentimenti che arrivano con la potenza di un'uragano al suo amato cavaliere. 
Purtroppo il destino sarà crudele con loro poiché Tristan dovrà sacrificare la sua vita per salvare Rose dalla maledizione. Ma come potrà la ragazza vivere senza di lui? Il loro amore è una dolce maledizione.



«Torniamo dentro, hai freddo», le ordino.
   «No, rimaniamo qui, tu e io: il resto non conta», esclama. «Zia Daphne vuole presentarmi un nobilotto dalla pancia grande quanto un aerostato, con il quadruplo dei miei anni e poco sale in zucca. Non ha capito che tu…»
   «Tu sei mia.» Non è una confessione, già Rose sa che mi ap­partiene, così come io appartengo a lei. Carne e sangue, anima e magia. Tutto di me è di sua proprietà. «Sei mia e di nes­sun altro», ribadisco a voce alta, mentre ci guardiamo, senza abbracciarci ma avvinti dalle stesse emozioni.
   «Ti amo», bisbiglia lei.
   Il tempo si ferma, il mio respiro anche. Tremo senza vergogna, perché ciò che bussa tra le costole è il mio orgoglio di uomo. La voglio e l’avrò, questa notte non esisteranno freni e dubbi. Ci uniremo e l’amerò con ogni sentimento custodito in me.
   Rose poggia il capo sulla mia spalla. «Come potrei stare con un uomo che non sia tu? È impossibile, assurdo, innaturale. Siamo nati per amarci come stelle gemelle: nel bene e nel male, rimarrai in eterno il mio compagno.»
   Le accarezzo la gota bollente, scendendo verso il collo in una carezza languida, è solo il preludio di noi e di quello che verrà. «Non ci saranno altre donne… altri uomini…»
   Poche sillabe che tanto bramano dire, che tanto celano.

Come Rose incanta tutti con le sue magnifiche melodie, l'autrice incanta i suoi lettori con uno stile impeccabile, poetico e ricercato. A parte il fatto che avrei preferito non finisse mai, non ho nulla da ridire su questa novella. Perfino l'epilogo mi piace anche se vi avverto non sarà proprio un lieto fine e vi susciterà lacrime a gogo. Si conclude con una piccola luce di speranza, la speranza che l'amore trionfi su tutto e che trovi la sua strada nell'oscurità. Niente è scontato in questa rivisitazione di una delle fiabe dal fascino senza tempo che prediligo in assoluto.


Grazie di cuore alla Dunwich per la copia omaggio <3


4 commenti:

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