venerdì 15 gennaio 2021

Cover Reveal - Indomita e ribelle di Sabrina Boccia

Prossima uscita storica per la ODE!


Titolo: Indomita e ribelle 
Autore: Sabrina BOCCIA
Editore: ode edizioni
Genere: Vittoriano, historical romance
Pov: 3° persona 
Prezzo ebook: € 2.99
Prezzo cartaceo: € 12.99
Data pubblicazione: 19 Gennaio
Pagine: 270
Serie: no
Autoconclusivo: sì

Sinossi: Philip Godart, conte di Derbyshire e futuro duca di Devonshire, poco avvezzo a tollerare i dettami dell’epoca, preferisce di gran lunga una corsa clandestina a un evento mondano. Adora trastullarsi con l’amante di turno e non desidera cambiare questo buon vezzo.
Lady Cristina Hepzibah Atwood rimanda anno dopo anno il suo debutto nella buona società, accampando miserabili scuse al solo scopo di conservare la sua preziosa libertà. 
Arguta e frizzante vuole godersi la vita e sposarsi per amore, non per dovere.
Cosa accadrà quando il destino farà a entrambi uno sgambetto? 
Soccomberanno agli eventi o lotteranno per far valere le loro ragioni?

Estratto: «Chi altro vi detta degli ordini?» Jack si rese subito conto della risposta, dunque continuò: «A proposito dov'è la vecchia brontolona?» Il suo tono risultò dolce, il duca non riusciva mai a contenere l’affetto che nutriva al ricordo dell’amata nonna strampalata che ancora non si era degnata di scendere a salutarlo. Immaginò che a breve avrebbe inscenato uno dei suoi tipici ingressi trionfali.
«È la nostra cara nonnina a impartire ordini, e per la cronaca, sarà andata a portare a spasso lucertola» confermò la sorella, prima di alzare gli occhi al cielo per sottolineare la follia di quella faccenda.
«A spasso la lucertola?» chiese dubbioso il duca, grattandosi il mento. Quello sì che sarebbe stato un arrivo strabiliante. 
«Sì, le è venuta la brillante idea di chiamare il nostro terrier, Lucertola.» Si indispettì con malagrazia, non trattenendo un evidente disappunto.
«Sei seria?» ribatté Jack, ridendo a crepapelle. Quella donna allora non era affatto cambiata. Era un mito.

Biografia: 
Ho ventinove anni, mi chiamo Sabrina, abito in un piccolo paesino: Striano. Sono laureata in giurisprudenza, ho terminato la pratica forense e presto conseguirò l’abilitazione. 
Ho sempre amato i bambini e ho scelto di lavorare con loro, facendo animazione. 
Altre due passioni hanno caratterizzato la mia vita: lo sport e la musica. Ho praticato pallavolo per anni e suono il pianoforte. Ho dato tutti gli esami in Conservatorio, mi manca solo la tesi. 
Ho una famiglia numerosa, due sorelle sposate, un fratello e due nipoti che adoro. I miei genitori sono il mio porto sicuro, ma l’intera mia famiglia è il mio approdo.
Credo fermamente anche nelle amicizie e ho la fortuna di avere amiche sincere e un fidanzato che mi sopporta e supporta con cui condivido ogni cosa. 



domenica 10 gennaio 2021

Anteprima - The Royal Trials - L'erede di Tate James

 E sta per concludersi la trilogia della James. Tempo pochi giorni e sarà nelle vostre mani, grazie alla Queen Edizioni.


Titolo: The Royal Trials - L'erede
Autore: Tate James
Editore: Queen Edizioni
Data di uscita: 21 Gennaio 2021
Prezzo: 3,99 € ebook - 12,90 € cartaceo

Un re corrotto. Una regina assassinata. Una principessa perduta... adesso ritrovata. 

Tanto tempo fa, le Prove erano un rituale sacro che permetteva a una regina di scegliere il proprio re. Ma niente è stato più lo stesso nel regno di Teich, non da quando l’amata regina Ophelia è stata brutalmente assassinata. La città di Ironforge ha svelato segreti importanti, ma il prezzo da pagare è stato atroce. Per le strade scorre il sangue degli innocenti, e mentre Rybet torna a Lakehaven il suo cuore è spezzato. Per affrontare la corte e l’assassino di sua madre non le basterà solo il suo coraggio. Avrà bisogno delle abilità, dell’intelligenza e del supporto di quelli che la amano. O perlomeno di quelli di loro che sono rimasti. Combattuta tra amore e dovere, Rybet dovrà prendere una decisione che non avrebbe mai creduto di dover fare. Questa principessa perduta farà tutto ciò che sarà necessario per arrivare al Golden Ball, anche a costo di sacrificare la sua stessa felicità.


mercoledì 6 gennaio 2021

Anteprima - Il ladro di baci di L. J. Shen

Non amo il genere, si sa, ma trovo che questa copertina sia un vero capolavoro, come tutte le copertine della Always. A me le fan della Shen! E' in arrivo un'altra sua storia. 


Titolo: Il ladro di baci
Autrice: L. J. Shen
Editore: Always Publishing
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 368
Data di uscita: 14 gennaio 2021
Prezzo cartaceo: € 14.90
Prezzo ebook: € 5.99
Traduzione: Valentina De Santis

Un bacio rubato a una principessa.
Due re in cerca di vendetta.
Tre vite intrecciate.

Figlia di uno degli uomini più influenti di Chicago, a diciannove anni, Francesca ha sempre vissuto dentro una gabbia dorata con un futuro ben delineato davanti a sé: ciò che la aspetta non è il college, bensì un matrimonio organizzato. E lei è già certa dell'uomo che sceglierà tra i suoi pretendenti, il suo amore di infanzia.
La sera della sua presentazione in società, Francesca è pronta a donare il suo primo bacio ad Angelo ma invece, complice il buio della notte nera di Chicago, la giovane si ritroverà con l'inganno tra le labbra del perfido senatore Wolfe Keaton.
Il giovane senatore Wolfe ha ordito un piano di vendetta nei confronti del padre di Francesca: il suo primo passo sarà ricattarlo per avere la mano di sua figlia.
Francesca si ritrova così costretta a sposare Wolfe, e il suo intero mondo crolla. Il senatore incarna tutto ciò che la giovane donna disprezza in un uomo: arrogante, spietato, ambizioso e donnaiolo, una persona senza scrupoli. Eppure la ragazza scoprirà ben presto che sotto la corazza di cinismo e antipatia che Wolfe Keaton si è costruito c'è molto, molto di più.
L'unico desiderio di Francesca è tornare tra le braccia di Angelo, l'unico obiettivo di Wolfe è la vendetta. Ma forse entrambi hanno sottovalutato il potere dei sentimenti che provano l'uno per l'altra.



domenica 3 gennaio 2021

My bookish 2020 - Le migliori letture dell'anno


Da brava ritardataria che sono, mi ritrovo il 3 di gennaio a fare questo recap dell'anno appena passato. E' stata da una parte difficile scegliere mentre dall'altra no per il fatto che, con mio rammarico, sono riuscita a leggere poco. Avevo poco tra cui decidere ma in alcune categorie non sapevo chi mettere al primo posto. Il 2020 è stato un anno difficile, sotto molti aspetti, ma spero di rimediare in questo nuovo. Il covid mi ha tolto molte cose e ciò mi ha portato a cercare di dimenticare la tristezza con il lavoro. Questo mio atteggiamento ha lasciato poco spazio per i miei hobby e per i miei amici ma non posso più permettere che questo accada. Non lascerò che questa situazione rovini la mia vita, compresa questa mia passione per i libri e la scrittura. Ho buoni propositi per il 2021 e mi auguro di poterli mantenere. 

IL MIGLIOR ROMANCE


Emmy crede che non rivedrà mai più suo marito.
Nick è determinato a riconquistarla.
Ma alcuni segreti non potranno più rimanere celati.

Emmeline Austin, giovane ereditiera newyorkese, dopo una notte di follie nella capitale mondiale del divertimento si ritrova con un anello al dito, un altro abbandonato sul tavolo, un bigliettino di scuse e il cuore spezzato.
Nove anni dopo, stanca di vivere una vita seguendo le regole di un padre troppo autoritario, vuole finalmente dedicarsi a un lavoro che le piaccia davvero e lasciarsi alle spalle il caos della Grande Mela. Decide così di accettare un posto di maestra d’asilo a Prescott, nel Montana, e trasferirsi tra le montagne e i boschi della Jamison Valley.
Quello che non si aspetta, una volta giunta nella placida cittadina, è di ritrovare l’uomo che le aveva rovinato la vita tanti anni prima, suo marito.

Nick Slater è il capo del servizio antincendio, proprio a Prescott. Taciturno e riflessivo, è uno degli uomini più stimati in paese e nasconde un segreto nel suo cuore: nove anni prima, dopo averla sposata e dopo appena un’incantevole notte da marito e moglie, ha dovuto abbandonare l’unica donna che avesse mai amato nella sua vita, per poterla tenere al sicuro dalle ombre del suo passato.
Ma quando il destino, inaspettatamente, riporta la sua Emmy nella sua vita solitaria, Nick è certo che stavolta non può permettersi di perderla di nuovo, e sarà disposto a tutto pur di ottenere una seconda possibilità per dimostrarle la profondità del suo amore anche dopo gli anni passati lontani, e difenderla da ogni pericolo.
Un romance focoso dal profumo agrodolce. Una coppia che è divisa da incomprensioni ed errori del passato che riesce a trovare la propria strada. Per sapere la mia opinione completa, andate QUI.


IL MIGLIOR HISTORICAL ROMANCE


La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell'alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle.

Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano. In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata "lo Splendore".

Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l'approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una "zitella ficcanaso" che non ha la minima intenzione di affidare l'angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere.

Se vuole Edwina, Anthony deve prima riuscire a conquistare la fiducia di Kate.

L'impresa rivelerà risvolti inaspettati, e indubbiamente piacevoli.

In occasione del REVIEW PARTY per la nuova edizione di questo capolavoro, sono andata a rileggerlo a distanza di anni. Julia Quinn è stata una dei miei primi amori nel genere historical romance e, come si sa, il primo amore non si dimentica mai.

IL MIGLIOR CONTEMPORARY ROMANCE


Petal
Ho amato Luka Parish per tutta la vita.
È stato la mia prima cotta, il mio primo bacio, la mia prima volta e il primo ad avermi spezzato il cuore.
L’amore non è come nei film o nei libri: è complicato e, a volte, è destinato a soccombere.
Siete mai stati obbligati a fare una scelta che odiate? Una scelta di cui vi siete pentiti nel momento stesso in cui l’avete fatta? Una che desiderate poter cancellare?
Io sì. Il mio più grande rimorso è non aver combattuto per Luka.
Ma, quando lo vedo con un’altra donna, capisco che ora di agire: me lo riprenderò… a qualsiasi costo.

Luka
Petal era l’amore della mia vita.
Perderla mi ha distrutto.
Ho cercato di farle capire che dovevamo sistemare le cose, mettere la nostra famiglia al primo posto e ignorare tutto il resto. Non ha funzionato e, per quanto la ami, un uomo si stanca di stare da solo.
È il momento di andare avanti.
Solo che adesso continuo a incontrare Petal ovunque… soprattutto nel mio letto.
Posso confidare che stavolta metterà me al primo posto? Che darà a noi due una seconda possibilità?
È difficile dirle di no quando sta realizzando ogni fantasia che io abbia mai avuto.
Una donna innamorata, determinata a riconquistare il suo uomo.
Un uomo determinato a dimenticare la donna che gli ha spezzato il cuore.
Chi vincerà?
Con un po’ di fortuna, forse, lo faranno entrambi.

Questo romanzo ha una trama simile a quella del libro premiato come il miglior romance. Marito e moglie che si amano ancora, nonostante la separazione, sono una delle situazione che più mi piace nei romanzi d'amore. Non si era capito, vero? :P QUI trovate la mia recensione.

IL MIGLIOR FANTASY


Estate 1901. Un'antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti "di un valore singolare e unico", e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura... Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d'argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: "Le diecim por". Un libro che ha l'aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei...

Un libro superbo, non c'è che dire. Una piacevole scoperta nel campo fantasy che mi ha tenuto incollato alle sue pagine per ore. E' un libro che racconta dell'importanza della lettura, che contiene parole meravigliose.

IL MIGLIOR SCI-FI


Il dolore si era trasformato in collera e rivalsa. La mia mente urlava una sola cosa: vendetta. Vendetta. Vendetta. E lo sputai, come un drago con il fuoco. Sputai ciò che desideravo e che bramavo con una nuova forza.
«Se siete stati voi... beh, sto venendo a prendervi.»

Maxilimilian Davis Hall e Niristilia Nerol della famiglia Neraides sono due leggende, tuttavia i popoli preferiscono acclamarli come Max, colonnello e capo dei ribelli terrestri, e Niris, principessa e futura regina di Mirika. E nessuno sa cosa il futuro ha in serbo per loro.
Il pianeta rosa ha bisogno di una guida, quello blu di risposte. Perché le domande si affollano intorno a H e Mirikantes e le spiegazioni sembrano sempre più confuse e oscure.
Nuove città, scoperte sconcertanti, perdite e addii. Tra una rivelazione e l’altra, Max e Niris dovranno cercare di tenere insieme i pezzi dell’universo e di loro stessi. Perché tutto sta per cambiare. E questa volta, sarà per sempre.
Collisione, volume conclusivo della trilogia romance-distopica “La Principessa dei Mondi”, si prepara a fare giustizia laddove è sempre stata negata e a collegare due mondi apparentemente troppo distanti. Max e Niris vi aspettano per raccontarvi il loro strabiliante e rocambolesco epilogo.

Ho dovuto dire addio a questa trilogia con dolore ma anche con somma gioia. Dolore per la fine ma felice per i personaggi che ho imparato ad amare e che hanno trovato una degna conclusione delle loro avventure. Davvero ottimo lavoro, Monica. Potete leggere la mia recensione QUI.

IL MIGLIOR PARANORMAL ROMANCE


Legati a doppio filo dall'amore, dall'onore o dal fuoco.

Una strega e un cacciatore di streghe legati nel sacro vincolo del matrimonio. Quella storia poteva andare a finire in un unico modo: un palo e un fiammifero…
Due anni fa, Louise Le Blanc è fuggita dalla sua congrega e si è rifugiata a Cesarine, rinunciando a ogni forma di magia e vivendo di furti ed espedienti. Perché in quella tetra città le streghe come lei fanno paura. Vengono braccate. E mandate al rogo.
Reid Diggory è un cacciatore, ha giurato fedeltà alla Chiesa e da sempre vive secondo un unico, ferreo principio: uccidere le streghe. La sua strada non avrebbe mai dovuto incrociare quella di Lou, ma un perverso scherzo del destino li costringe a un’unione impossibile: il santo matrimonio. Ma anche se quella tra le streghe e la Chiesa è una guerra antica come il mondo, un nemico crudele ha in serbo per Lou un destino peggiore del rogo. E lei, che non può cambiare la propria natura e nemmeno ignorare sentimenti che stanno sbocciando nel suo cuore, si trova di fronte a una scelta terribile...

Mi ha sempre affascinato il mondo delle streghe e leggere questo romanzo è stata pura delizia. L'avevo in wishlist dall'istante in cui lo vidi tra le uscite estere ed averlo in Italia è stata una bellissima sorpresa.

IL MIGLIOR HISTORICAL FANTASY


EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.
Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.
Una storia dal worldbuilding davvero ben fatto e articolato. Adoro le antiche leggende e leggere questo libro è stato come fare un viaggio meraviglioso nel tempo, tra magia e sabbia. La mia recensione la trovate QUI.

IL MIGLIOR RETELLING


Immaginate che per una serie di magiche circostanze Kat sia sopravvissuta.
Immaginate che torni ad Athelia come Katherine Wilson, e che Edward non veda l’ora di ricondurla a palazzo come sua legittima sposa.
Potrebbe mai essere così semplice per loro?
Gli ostacoli, questa volta, sembrano impossibili da superare. Il matrimonio fra una cittadina comune e un reale non è riconosciuto e il Principe è già legalmente sposato con la vera Katriona Bradshow che non vuole per nessun motivo rinunciare al suo titolo.
Aggiungeteci un inverno molto rigido e un malessere crescente nei confronti dell’aristocrazia a causa dei privilegi di cui gode e dei prezzi esagerati del cibo. E se a Moryn scoppiasse una rivolta?
Immaginate… Riusciranno Kat e Edward a raggiungere il loro lieto fine?
Stavolta, sarà per sempre?

Ho desiderato questo lieto fine da mesi e quando l'ho finalmente letto, ho gioito per loro. E' una favola dolce e romantica che va a parlare anche di temi attuali. Una serie che ho sottovalutato all'inizio ma che poi si è dimostrata migliore. Potete leggere la mia opinione QUI.

IL MIGLIOR MISTERY


È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l’amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull’assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile.
Ispirato agli efferati crimini irrisolti che hanno insanguinato la Londra di fine Ottocento, lo strabiliante romanzo d’esordio di Kerri Maniscalco tesse un racconto ricco di atmosfera che intreccia bellezza e oscurità, in cui una ragazza vittoriana molto moderna scopre che non sempre i segreti che vengono sepolti lo rimangono per sempre.

Devo dire che la Oscar Mondadori Vault ci ha proposto davvero dei bellissimi titoli quest'anno. Non solo hanno delle edizioni cartacee ammirevoli ma contengono dei veri e propri tesori. Credevo che la Maniscalco fosse troppo "brutale" per me ma alla fine si è dimostrata una bellissima scoperta. Le scene macabre sono sopportabili (per dirlo io, ci vuole) e la storia d'amore è da brividi per l'intensità che emana. La mia recensione la trovate QUI.

IL MIGLIOR YOUNG ADULT


A Violet mancano poche settimane per realizzare uno dei più importanti obiettivi della sua vita: ottenere il diploma come guardiana.
Dopo aver portato un umano nel regno dei Fae e aver rischiato tutto, per Vi è necessario concentrarsi e puntare dritta al traguardo. Essere la prima del suo corso, per lei non è un’alternativa, ma piuttosto una necessità. Come lo è dimenticare Nate.
Tutto andrebbe a gonfie vele se non fosse che, per poter portare a termine l’ultimo incarico, dovrà trascorrere un sacco di tempo con Ryn, il suo ex amico, ex nemico e ora “amico in prova”. Passare una settimana sotto copertura con lui potrebbe essere una buona occasione per ricucire il loro rapporto, ma Vi non è certa che sia una buona idea.
Senza contare che il malvagio e folle Principe Unseelie sta ancora cercando di imprigionare tutti i Fae dotati di rari talenti e Vi è in cima alla sua lista.
Se poi si aggiungono Regine fatate, tempeste incantate, sentimenti complicati dall’essere “amici in prova”, si ha la ricetta perfetta per intraprendere il secondo viaggio a Creepy Hollow.

Non credevo che la storia mi prendesse così tanto. Adoro il mondo delle fate e leggere questa versione moderna mi è molto piaciuto. Per non parlare della storia d'amore da enemies to lovers che è una delle situazioni che prediligo. Credo che l'amore nato dall'odio o dall'antipatia sia tra i migliori. Nel REVIEW PARTY potete leggere la mia opinione.

IL MIGLIOR DISTOPICO


Kimberly Spencer è una psichiatra e vive in uno dei Nuovi ricostituiti Stati d'America, il Capitolo di New Lighthouse, il Nuovo Faro per il mondo.
In una società divisa tra human e mutazioni di tipo A o B, gli uni più veloci e gli altri più forti dei comuni esseri umani, Kimberly è un enigma per se stessa e per chi le è accanto, perché è una nuova mutazione. Un mistero si cela nel suo DNA e scorre nelle sue vene come un oscuro potere che può distruggere, ma anche salvare. In un viaggio fatto di scoperte e colpi di scena, Kimberly scoprirà che non tutto quello che è diverso è necessariamente negativo e che nel mondo c'è ancora spazio per la speranza: l'agente capo del SAM Uno, Aaron Smith, le insegnerà che il coraggio è, prima di tutto, accettazione di chi si è, con semplicità e naturalezza e che l’amore, senza riserve, è ancora possibile. Il suo migliore amico, Greg, le proverà che il coraggio è darsi completamente per il bene di chi si ama.
Molti misteri si insinuano nella sua vita: perché David, il suo ex compagno, ha ucciso suo padre e la perseguita? Cosa vuole la MMGI, l’organizzazione a favore delle Mutazioni, da lei? E, in questo scontro tra la Repubblica e l'MMGI, tra gli human e le mutazioni, con chi si schiererà Kimberly se nulla è ciò che sembra? Se l’uomo che ama e l’uomo che ha amato lottano, l’uno contro l’altro, per il suo cuore e la sua libertà? Un viaggio tra pericoli, azione e amore. Un viaggio nella diversità che porterà Kimberly a spingersi oltre la sua zona protetta.

Non avevo mai letto niente della Cioce prima di questo libro e ho subito rimediato perché è davvero un'autrice bravissima. Sa tenerti sulle spine come poche. La mia recensione la potete leggere QUI.

IL MEGLIO DEL MEGLIO

Cordelia Carstairs è una Shadowhunter, e in quanto tale le è stato insegnato fin dalla più tenera età come si combattono i demoni. Quando il padre viene accusato di un terribile crimine, lei e il fratello Alastair partono alla volta di Londra con la speranza di riuscire a evitare la rovina della famiglia. Sona, la madre, vorrebbe che lei trovasse un marito e si sistemasse, ma Cordelia è più determinata a diventare un’eroina che una sposa. Presto, nella capitale britannica, la sua strada si incrocia nuovamente con quella di James e Lucie Herondale, suoi cari amici d’infanzia, che la trascinano in un mondo sfavillante e affascinante, fatto di sale da ballo, missioni segrete e luoghi magici popolati da vampiri e stregoni, dove Cordelia però è costretta a tenere nascosto il suo amore per James, promesso sposo di un’altra fanciulla. La nuova vita della ragazza viene sconvolta quando una serie di attacchi demoniaci devasta la città, e questa volta si tratta di qualcosa di completamente diverso da ciò con cui hanno avuto a che fare fino a questo momento gli Shadowhunters. Qualcosa di apparentemente impossibile da uccidere che si muove alla luce del sole e colpisce la gente ignara con un veleno letale. Londra è messa immediatamente in quarantena e gli amici di Cordelia, intrappolati come lei nella città, scoprono di essere dotati di poteri incredibili, un’eredità oscura di cui fino a quel momento ignoravano l’esistenza. Questo li costringe a compiere una scelta drammatica che li condurrà a comprendere quanto crudele sia il prezzo da pagare per essere eroi.

Chi è Frederica Merriville? È questa la domanda che si pone il marchese di Alverstoke quando una signorina, attraente e padrona di sé, si rivolge a lui perché l’aiuti a lanciare nella buona società di Londra la sua giovane e bellissima sorella Charis, e si prenda cura dei suoi fratelli ancora adolescenti. E perché Alverstoke, trentasettenne annoiato e molto ambito dalle donne, dovrebbe acconsentire alla richiesta di una parente lontana e sconosciuta come Frederica? Per far dispetto alle sue ambiziose sorelle? Perché conquistato dalla bellezza di Charis? O forse l’invulnerabile libertino di Londra ha trovato nell’affascinante, ostinata e affettuosa Frederica un’avversaria degna di lui?
Mai come in questo romanzo di Georgette Heyer (da anni introvabile nelle librerie italiane e ora riproposto da astoria in una nuova traduzione) la società, l’atmosfera e il particolare linguaggio dell’Inghilterra al tempo della Reggenza sono raffigurati in maniera fedele, ma al contempo vivace e sorprendente.

Non pensavate davvero che potessi escludere dalla mia classifica queste due favolose autrici. Questi due libri vanno quasi a pari passo nel mio cuore e quindi ho deciso di metterli al top del top. Cassandra Clare rimane una delle mie autrici preferite in assoluto e La Catena d'Oro mi ha fatto innamorare di nuovi personaggi. Ha i suoi difetti, non lo nego, ma è stata comunque una delle mie letture più belle del 2020. Georgette Heyer, invece, è una delle regine dell'historical romance, sottovalutata per anni nel nostro Paese, ma che finalmente ha trovato posto nel catalogo della Astoria edizioni. Ha uno stile antico, paragonabile a quello della Woodiwiss e della Austen, e la consiglio caldamente a tutti. Trovate le mia recensione QUI.

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Ed ecco finito il mio recap! Tutto sommato non è andata male, dai, ma spero di andare meglio in questo anno appena iniziato. 

Alla prossima e che questo 2021 ci riservi delle belle sorprese.

 


venerdì 1 gennaio 2021

Storytelling Chronicles #9

Rubrica a cadenza mensile ideata da Lara della Nicchia Letteraria

Di nuovo per il rotto della cuffia, eccomi per l'appuntamento mensile con la rubrica di scrittura creativa che mi sta aiutando davvero tanto a migliorare. Il tema per questo periodo festoso è stato 'qualcosa di rubato', perciò penso proprio di dare omaggio a uno dei ladri che amo da sempre. Come al solito, per qualsiasi errore o opinione, non esitate a commentare.

Sotto le querce




TRAMA: Lisanna ha bisogno di rubare un diamante prezioso nella casa di uno dei nobili più ricchi di Inghilterra. E' necessario se vuole che suo padre la accetti nella sua banda. Ma quello che non aveva considerato era che la vittima del suo furto la seguisse.
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Foresta di Clayton, Inghilterra 1215

Fin da bambina, mi è stato ripetuto che dovevo essere l'erede maschio che non ha avuto. Non fraintendete, mio padre mi adorava ma aveva bisogno di un degno successore per continuare a portare avanti l'attività di famiglia. Qual era? Il furto. Mio padre, Jack, era a capo di un villaggio, Mayville, che di giorno lavorava i campi, di notte andava a rubare nelle case più facoltose. Era per salvare la povera gente, qual eravamo, dalla fame e dalla miseria. Rubare era peccato, un atto indegno agli occhi del Signore, ma non potevamo fare altrimenti. Il re concedeva i privilegi solo alle casate nobili, lasciando il resto del popolo nella disperazione. Il fine giustificava i mezzi, e ciò che rubavamo era per riempire il vuoto che lasciava il raccolto mal riuscito e i periodi di siccità. 
Non ho mai indossato vestiti femminili, le mie ciocche castane venivano sempre tagliate corte fino alle spalle e non ho mai potuto abbellirmi con fiori o gioielli. 
La mia nascita fu una delusione ma il mio genitore ha voluto porvi rimedio proibendomi qualsiasi cosa rappresentasse femminilità. Mia madre non ha saputo fare niente per me, rimanendo impassibile di fronte alla decisione del marito, e ho dovuto vivere così. 
Ora avevo sedici anni e dovevo dimostrare di essere una meritevole ladra. Non per la mia famiglia o per quella banda di balordi, ma per me. Per far vedere quanto valevo. Per una ragazza senza sangue blu nelle vene c'erano poche scelte di vita e, tutto sommato, rubare non era così male. Sempre meglio che finire nelle mani di qualche vecchio porco e sottostare ai suoi ordini. Non poteva esserci amore nella mia vita, non credevo in esso. Avevo visto fin troppe giovane donne infelici per cercare di evitarlo come la peste. 
Questa sera sarebbe stata la mia occasione. Dopo il mio successo, mio padre mi avrebbe finalmente preso sul serio. Non sarei stata solo la sua falsa erede. Una ragazza cresciuta come un maschio. Sapevo essere delicata e scaltra con le mani, avevo una buona mente, ero agile a correre e sapevo tirare con l'arco. Avevo più capacità di tutti i seguaci di mio padre messi insieme. Potevo farcela.
Avevo camminato per ore per raggiungere l'obiettivo e finalmente mi trovavo di fronte alla dimora dei Lockley, una delle famiglie più ricche di Inghilterra. Quale preda migliore per questa prima prova?
Si diceva che i Lockley possedessero un diamante in grado di cambiare colore a seconda dell'anima di chi lo indossava. Un dono dal re delle fate fatto a un antenato della famiglia, diceva la leggenda, ma, ehi, chi credeva che esistessero le fate? Scuse idiote per giustificare la particolarità di un gioiello. Presto quel diamante sarebbe stato mio, dono delle fate o no. Il valore della questa gemma avrebbe sfamato il mio villaggio per parecchio tempo e solo quello mi importava.
Il castello era enorme ed era circondato da un fossato. Di guardie ce n'erano tante ma con il buio della notte e il nascondiglio degli alberi, riuscivo a evitare i loro occhi anche dal punto più alto del castello. Sapevo nuotare e avrei potuto superare l'inconveniente del fossato in un attimo ma ero venuta a conoscenza di un passaggio più agevole. Mi addentrai  vicino al lato sinistro della fortezza. C'era un minuscolo spiazzo in mezzo agli alberi e lì trovai la caverna. Chi mi aveva informato, mi disse che quel passaggio collegava la foresta all'interno del castello, o nello specifico, allo studio del padrone. Lo fece fare il nonno dell'attuale prole per fargli incontrare l'amante indisturbato. E a me capitava a fagiolo.
Il passaggio era freddo e umido, illuminato a malapena dalla luce della piccola torcia che avevo acceso poco prima di entrare. Non veniva usato molto spesso, ormai. Non mi sarei sorpresa di trovare la porta, che apriva nello studio, bloccata dalla polvere e dalle ragnatele.
Ma per fortuna, non fu così. La porta si aprì e mi trovai in un angolo appartato dello studio, il luogo dove il capo famiglia e i figli prendevano decisioni riguardo alla guerra e ai loro possedimenti. Non poteva esserci niente di più noioso, a mio parere.
Mi guardai in giro. Per esperienza e dai racconti dei seguaci di mio padre, sapevo dove i nobili nascondessero i loro tesori, di solito. Non in un semplice cassetto ma dentro un cimelio che sembrava di poco conto agli occhi degli stolti.
Girai tutti i sopramobili, ne sentii la consistenza, finché non arrivai a quello giusto: una statuetta di legno a forma di cavallo. Al suo interno, trovai quello che cercavo. Mi ero immaginata il diamante più grande di quello che fosse. Era delle dimensioni di una noce e, non appena lo presi in mano, cambiò colore da trasparente a verde. Di una sfumatura simile al colore dei miei occhi, un verde simile a quello della mia amata foresta in primavera. Chissà che voleva dire quel colore sul gioiello. Come poteva essere la mia anima?
-Chi è là?-
Sobbalzai e mi girai di scatto verso la voce che avevo udito. C'era un giovane uomo sulla soglia, i capelli castani in disordine e gli occhi azzurri ancora annebbiati dal sonno. Doveva essersi svegliato all'improvviso, maledizione! Eppure ero sicura di non aver fatto alcun rumore. Non avevo tempo per pensare. Misi il diamante in tasca e corsi nel passaggio. Ero veloce ma sentii comunque quel ragazzo intimarmi di fermarmi. Mi credeva stupida, forse? Quale ladro sano di mente poteva pensare di non scappare? 
Uscii dal passaggio ma la sua voce la sentivo ancora vicino. Mi stava raggiungendo. Corsi, ancora, con tutto il fiato che avevo, ma la mia fuga si interruppe. Lui era stato più veloce di me.
-Vi ho detto di fermarvi! Siete sordo?- Il ragazzo mi afferrò il braccio e, nello scuotermi, il cappuccio scivolò giù, rivelando il mio volto. -Ma... siete una ragazza. Cosa...- mi guardò esterrefatto. Cercai di approfittare della sua confusione per sfuggire alla sua presa ma riuscii solo a fare di peggio. Mi divincolai e cercai di allontanarmi ma non ricordavo della trappola per gli orsi che c'era in quel tratto di foresta. Precipitammo entrambi nella buca che, a quanto pare, era più larga e profonda del previsto. L'impatto sul suolo mi fece boccheggiare mentre lui cadde vicino a me con un'imprecazione. Si rialzò subito e guardò sopra. Davvero un bel problema. Ora ero bloccata in una trappola con colui che avevo derubato. Non riuscivo a crederci.
Se le informazioni raccolte erano giuste, quello che avevo di fronte era il quarto figlio dei Lockley. Il capo famiglia era stato benedetto da una bella nidiata di sei e da quello che si diceva, il quarto, William, sarebbe diventato presto uno dei cavalieri più forti e valorosi del regno. Guardandolo ora, non stentavo a crederlo. Emanava un aura di potere e forza, degna di un leader nato, anche se in quel momento era sporco di terra. Era giovane, probabilmente poco più grande di me, e possedeva un fisico asciutto, abbastanza muscoloso. Non aveva armi con sé ma non c'erano dubbi che avrebbe potuto uccidermi anche con solo l'uso di una mano. 
-Chi sei?- si girò verso di me. Giustamente irritato da questo avvenimento notturno.
-Nessuno.- Mi accovacciai in un angolo della buca. Ma quanto l'avevano fatta larga?
Lui inarcò un sopracciglio. -Allora, nessuno, mi dici che hai intenzione di fare?-
-Bè, adesso vorrei pensare a un modo per uscire di qui. Magari senza di te.-
-Piuttosto sfacciato da parte vostra, signorina, rivolgervi a me con il tu.-
-Oh andiamo! Abbiamo più o meno la stessa età, sei un ragazzino. Non riesco proprio a rivolgermi a te come a un adulto.-
Lui assottigliò lo sguardo, offeso, ma preferì non rispondere. La sua educazione cavalleresca doveva impedirgli di essere sgarbato con le donne, anche se di basso rango. Si buttò nell'angolo opposto al mio, incrociò le ginocchia e rimase lì, a guardarmi in cagnesco.
-Hai intenzione di fissarmi tutto il tempo?- gli chiesi, infastidita. Odiavo quando la gente mi guardava e in quel momento non ero nemmeno un bello spettacolo. Con i capelli castani e il viso sporco di terra, potevo dire di non essere il tipo di ragazza che lui frequentava di solito. Non ero brutta, avevo dei bei lineamenti per essere una del popolo, ma, come diceva spesso mia madre, la bellezza era pericolosa per una donna. Attirava sventura. Poco male, dunque, che ero cresciuta come un maschio.
-Chi sei?-
-Te l'ho già detto.-
-Ma non era una risposta.-
Rimasi in silenzio.
Lui sbuffò per poi sorridermi malignamente. Oh oh, guai in vista.
-Facciamo così. Tu mi dirai il tuo nome, il tuo vero nome, ed io ti ridarò i due coltellini che ho trovato, per puro caso, nella tua tasca sinistra. 
Ma cosa... mi tastai la tasca ed ebbi la conferma che fosse vuota. Accidenti! Non sapevo se esserne più meravigliata che altro. Gemetti, sconfitta. 
-Lisanna.- risposi a denti stretti.
-Lisanna di...-
-Di Clayton. Vivo in questa foresta.- Non gli avrei rivelato, manco morta, dove vivevo sul serio. Il mio villaggio doveva stare al sicuro.
Il ragazzo mi guardò per un attimo poi annuì, accettando la mia risposta. Se aveva capito la mia menzogna nell'ultima parte, non lo diede a vedere.
-Io sono...-
-William di Lockley, lo so.- lo interruppi. Cominciavo a sentirmi infastidita dalla sua presenza.
Lui sorrise, compiaciuto che sapessi chi fosse. La sua fama lo precedeva e doveva esserne davvero orgoglioso. Pur non essendo il primogenito, si stava aprendo per lui un ottimo futuro. A differenza mia che avrei vissuto sempre nell'incertezza e nel peccato.
-I miei coltellini, per piacere.- gli ricordai e, subito, me li lanciò vicino.
-Mantengo sempre le mie promesse.- 
-Che nobile cuore.- lo presi in giro.
-Devo esserlo. La mia famiglia si aspetta molto da me e dai miei fratelli.-
-La tua famiglia sa che sei bravo a rubare? Dove hai imparato?-
-Quando ero bambino, sgattaiolavo via per raggiungere il villaggio vicino e lì gli altri ragazzi mi hanno insegnato come essere delicato con le mani.-
-Sei bravo. Peccato che tu sia un nobile, mi avrebbe fatto comodo un complice così capace.-
-Ti ringrazio ma la vita per me ha altri piani.-
-Già.-
Il suo sguardo arrivò alla tasca destra.
-Ma per quanto abile, devo aver sbagliato tasca, vero? E' nell'altra ciò che hai rubato alla mia famiglia.-
-Non ti sfugge niente.- lo guardai negli occhi. Lo avevo sottovalutato.
-Cosa hai preso?-
-Lo sai benissimo.-
-Sì, è vero, ma spero che anche tu non sia tanto stupida da credere nel potere di quel diamante.-
-Non è per il suo potere che lo voglio ma per il suo valore. Il suo potere magico non porta cibo in tavola.-
-Capisco.-
Lo guardai confusa. Non sembrava arrabbiato per il furto, anzi, ne era proprio indifferente. 
-Sono io a non capire. Mi hai seguita allo scopo di riprenderti il gioiello e ora sembra non importartene minimamente.-
-In realtà, all'inizio avevo pensato che avessi preso un'altra cosa.-
-Quale altra cosa?-
-Documenti importanti. Non posso dirti altro.-
-Più importanti di un diamante fatato?-
-E' solo una gemma che cambia colore. Mentre quei documenti determinano la vita di molte persone.-
Chissà cosa c'era scritto in quei pezzi di carta. Ero curiosa ma lasciai comunque perdere. Il fatto che non rivolesse indietro il diamante era una buona cosa per me.
-Quindi... posso tenermi il diamante.-
-Per me non ci sono problemi. I miei genitori brontoleranno un po' ma poi se ne dimenticheranno.-
-Oh... allora grazie.-
-Figurati. Sarà più utile a te che a noi. Una volta lo presi in mano e si colorò di rosso. Mi dissero che era il colore di un'anima coraggiosa. A te che colore è uscito?-
-Verde.-
-Come i tuoi occhi.- sorrise e il tono roco che uso mi provocò degli sgraditi brividi sulla schiena. 
-Che significa?-
-E' il colore della natura e della speranza. Vuol dire che sei un anima forte, in grado di fare grandi cose.-
-Sciocchezze. Cosa potrà mai fare una ladra? L'unica cosa grande che potrei fare è rubare i gioielli della Corona.- ghignai.
-Non devi sottovalutarti. Solo perché non sei nata nobile non significa che il Destino debba essere crudele con te. Puoi arrivare in alto, se solo lo volessi. Non ti conosco ma so cosa vedo nei tuoi occhi. Determinazione e coraggio.-
Le sue parole mi colpirono nel profondo. Era la prima volta che qualcuno mi parlava così. Che mi incoraggiava a essere più di quello che ero adesso. Ed era uno sconosciuto, un ragazzo che ho derubato e con cui sto passando la notte in una fossa.
-Sei... bravo con le parole, te ne do atto.- 
-Dico solo quello che penso. Mio padre dice che sono troppo diretto.-
-Non è che abbia tutti i torti.-
-Senti... che ne dici se ora usi quei coltellini per arrampicarci su? Non che mi sia dispiaciuto conversare con te ma vorrei tornare a dormire nella mia stanza. Qualcuno ha osato interrompere il mio sonno in maniera brusca e ha rischiato che lo uccidessi per questo.- disse. 
L'ultima frase era stata detta con tono scherzoso ma non fu quella a farmi scattare in piedi.
I coltellini? Ma certo! Perché non ci avevo pensato prima? Parlare con William mi aveva impedito di pensare al casino in cui ci trovavamo e, alla fine, la soluzione ce l'avevo davanti. Presi i coltellini e guardai il muro di terra fino a su. Doveva essere alto quanto tre uomini adulti, non troppo difficile da superare. Guardai il ragazzo.
-Salgo io per prima poi ti lancerò i coltelli così salirai anche tu.-
-Non è che una volta uscita da questa fossa, mi lascerai qui, invece?-
-No, ti prometto che ti farò uscire anche a te. E anch'io mantengo sempre le promesse. Fidati di me.-
Lui mi guardò negli occhi per istanti che mi sembrarono un eternità, poi annuì.
Infilzai il primo coltello, poi il secondo, nella terra. Furono degli ottimi rampini e dopo vari minuti, fui libera. Come giurato, lanciai i coltelli giù così che anche William si arrampicasse e, presto, mi raggiunse. Allungai la mano per aiutarlo ad alzarsi.
Una volta in piedi, trovai il suo viso vicino al mio.
-Grazie.- mi sussurrò all'orecchio.
Ok, non mi piaceva questa vicinanza e le sensazioni che stavo cominciando a provare. Non portavano a niente di buono.
Lasciai la sua mano e mi allontanai. 
-Bene. Direi che possiamo salutarci. E' stata una piacevole chiacchierata notturna, vi ringrazio.-
-Non c'è di che.- sorrise.
-Ok... bè, addio, William.- salutai a disagio e mi voltai per andarmene.
-Scommetto che ci rivedremo ancora.- disse a quel punto. Io mi rigirai a guardarlo, piuttosto scettica.
-Non contarci troppo.-
-E sono quasi certo che ti ruberò una cosa molto più preziosa di un diamante.-
-Tu vorresti rubare qualcosa a me, una povera ladra? E cosa sarebbe? Non possiedo niente di prezioso, figuriamoci più di un diamante.-
-Ti ruberò il cuore, mia cara. Entro la prossima estate, lo avrò e vedremo, poi, chi è il vero ladro.-
Rimasi paralizzata. Davvero sfacciato da parte sua lanciarmi una simile sfida. Non aveva fama di essere un donnaiolo, anzi, eppure sembrava saperci fare con le donne. Sorrisi con malizia. Questa era decisamente una sfida e sarebbe stato interessante vedere fin dove si sarebbe spinto. Non c'era possibilità che mi innamorassi di lui, come lui di me. Eravamo di due mondi diversi e non potevo permettermi di provare amore. Non sarebbe bastato il suo bel visino a farmi capitolare. Avevo capito il suo scopo: voleva il mio cuore per poi ridurlo in pezzi. Non lo avrei permesso.
Gli porsi la mano per stringerla in segno di accettazione.
-Ok, ci sto.-
Lui fissò per un attimo la mia mano ma, poi, la prese e, con un sorriso impertinente, la avvicinò al suo viso e la baciò.
-Che vinca il migliore, Lisanna di Clayton.- 


FINE

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Come forse qualcuno avrà capito, questa è un po' una rivisitazione di Robin Hood. Per il tema ho voluto imitare almeno in minima parte uno dei ladri più famosi nella letteratura. Le sue avventure mi hanno affascinato fin da bambina e ho pensato di cogliere la palla al balzo per questa sfida di scrittura. Altra precisazione, i nomi dei luoghi sono immaginari, inventati di sana pianta ma, chissà, che non esistano davvero in Inghilterra o in qualche altra parte del mondo.
Alla prossima e buon 2021 a tutti!


mercoledì 30 dicembre 2020

Storytelling Chronicles #2

 


Questa è la seconda volta che mi cimento nella rubrica che ha preso il via grazie al blog La Nicchia Letteraria curiosa di vedere quanto sarei stata capace di centrare l'obbiettivo in quest'occasione, forse però ero talmente emozionata da non rendermi conto che sarebbe stato più complesso del previsto. Non ditelo a nessuno ma nelle parole a seguire ci sarebbe un spunto autobiografico. 😜🙊


Titolo: (Ridammi) quello che mi appartiene

Trama: Rose era da poco passata dall'essere una bambina ad un'adolescente con le prime consapevolezze, quando un ragazzino le ha strappato via qualcosa che per molti è decisamente importante: la sua prima cotta ed il primo bacio, mai ricevuto. Non aveva la benché minima idea di come una voce alimentata potesse costarle il suo rendimento a scuola, una media alta e la sua reputazione. Tutti da quel maledetto giorno, il 14 febbraio, avevano iniziato ad etichettarla come la ragazza di Nate e lui dal canto suo non aveva certo smentito, solo che non era la sua ragazza: non era che una sconosciuta per lui, pronto a farla passare per una fidanzata tradita e più vigliaccamente come una pazza che aveva immaginato tutto. Adesso, dieci anni dopo, era venuto il momento del faccia a faccia che fino a quel momento nel corso degli anni era solo stato accennato. Nate infatti, non si era mai scusato nemmeno quando circa cinque anni prima, guardandosi indietro, Rose gli aveva chiesto il perché di quelle bugie. Non erano più dei ragazzini ma per Rose quella era una cicatrice, una macchia indelebile che sbandierava al modo che anche lei era stata tanto sciocca da cadere nella trappola di un mentecatto.

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Qualcuno ha presente quegli attimi che sembrano eterni, tipo fermo immagine? Mi sembra di essere esattamente la protagonista di una scena al rallentatore: gli sguardi che s'incrociano, il respiro che s'incastra nei polmoni prima di fuoriuscire tutto d'un fiato, l'esitazione nel muoversi anche solo di un millimetro... 

Tutto molto bello eh! Però non avvampo e né tantomeno il cuore s'impenna. Avverto solo una folata d'aria fresca accarezzarmi il viso, ma resta uno di quegli attimi infiniti. 

Una volta non era così, perfino in autunno, nel vederlo avevo percepito una brezza calda e accogliente, questo testimoniava come negli anni le cose fossero cambiate.

Non avevo nessun presentimento che proprio oggi l'avrei incontrato dopo almeno tre anni dall'ultima volta che l'ho incrociato di sfuggita ad una festa, ed il modo in cui mi guarda, ogni rara volta in cui capita, m'infastidisce. Comunque, qualcuno o qualcosa deve aver tentato di avvisarmi: il nuovo collega con il suo stesso nome, il fascicolo sulla sua famiglia spuntato almeno una settimana fa sulla scrivania di un secondo mio collega, io che ripenso alla stupida idea avuta una decina di anni fa di compragli dei cioccolatini, gli stessi che vendono in questo periodo durante le feste; doveva essere un avviso ma ho scelto di non coglierlo, di non dargli tutta questa importanza, anche perché lui non la merita; come non lo merita il periodo durante il quale sono rimasta infatuata di lui, ma allora perché sono qui a pensarci? Perché non riesco a muovermi? Perché lui non si muove? Perché restiamo a fissarci?

Chiudo gli occhi il tempo necessario per riaprirli e vederlo andare via. Mi volto e vado via anche io, non mi volto, respingo il passato riemerso appena, soffocandolo del tutto ora che non fa più male. La cicatrice ha perso l'intensità del rosso, è passata al rosa chiaro ed ora al bianco. Le domande muoiono come sono nate in attesa di un nuovo incontro, perché abitiamo nella stessa citta e da quello che ho sentito dire, si è trasferito a pochi isolati dalla zona che solitamente frequento, ecco un altro indizio che ho trascurato. 

Una settimana dopo ritornando in ufficio, con in mano il mio solito bicchiere pieno di tè nero, cerco di capire cosa sia accaduto in mia assenza, mentre ero in pausa pranzo. I vari reparti sono deserti, fatta eccezione per alcuni tirocinanti che si trovano spaesati a non avere una guida...

Camilla, una ragazza delle risorse umane mi viene incontro, ed è lei a spiegarmi, vedendomi quantomeno perplessa, cosa è successo: tutti in permesso o meglio in malattia per intossicazione alimentare. Davvero fantastico! Gran parte del personale ieri sembra essersi fermato per il pranzo nello stesso posto e da qui quanto ne segue. 

Ora io ho ancora del lavoro da svolgere, per cui occupo la mia posizione e mi metto a lavoro come ogni giorno. Sono le 16:03 quando dal centralino vengo informata che si sono degli utenti che avevano un appuntamento per oggi e l'unica disponibile a riceverli nell'ambito finanziario sono io. Quindi per quanto non mi entusiasmi l'idea di essere interrotta e svolgere del lavoro che spetterebbe ad altri, armata di pazienza, chiedo di far salire chi aveva preso questo appuntamento. Nessuno potrebbe mai e poi mai immaginarsi il mio stupore nel ritrovarmi davanti per la seconda volta, a distanza di sette giorni, Nate. 

A differenza della scorsa volta, quando eravamo in strada, oggi è nel mio mondo, nella piccola stanza in cui svolgo il mio lavoro, non mi sfuggono i cambiamenti nel suo aspetto... Non credo di aver mai potuto notare, in questi anni, nelle occasioni fuggenti, tutti questi dettagli, ma i cambiamenti nei suoi lineamenti sono molto più marcati. Gli occhi che mi avevano chiesti ambrati se avessi un interesse erano ora più cupi, ma non spenti. La sua fronte nel vedermi si era aggrottata e lo imbruttiva così tanto da chiedermi: perché ho scelto lui?

"R-Rose?" chiede incerto.

Il fatto che ricordi il mio nome non mi scalfisce più di tanto, anche se è passato molto tempo.

"Nate" lo saluto.

Dopo un silenzio prolungato mi decido a comportarmi come mio solito: dipendente pratica e concisa. Gli chiedo il motivo dell'appuntamento, cercando di capire la ragione per cui si trova qui e come sbrigare la faccenda. Riesco ad inserire con facilità il suo nucleo famigliare tra i prossimi beneficiari di un incentivo nel settore della ristorazione. In pratica hanno intenzione di aprire un'attività  e devo solo caricare delle informazioni a questo punto...

Quando sta per girare i tacchi e sparire, a lavoro finito, mi sorge spontanea sulle labbra, una domanda che non riesco a trattenere: "Perché?". 

"Non lo so" risponde esattamente come l'ultima volta in cui ho tentato di chiederlo, con la differenza che appare sincero o forse sono io che voglio credere lo sia.

"Ma mi dispiace" aggiunge lanciandomi un ultimo sguardo.

Ho aspettato questa risposta così a lungo e mi rendo ora conto che non è niente di speciale, che non esiste una ragione all'idiozia, qualsiasi risposta mi avrebbe dato. Le sue scuse non so definirle, ma credo non avessi davvero bisogno di riceverle. Ciò che mi ha "rubato" resta nel passato ma da quel punto sono andata avanti e continuerò a farlo. 

Il ricordo di lui che strilla di avermi baciata davanti all'intera scuola e che io fossi la sua ragazza si sgretola, come tutto ciò che di negativo associavo a quell'evento: gli sguardi compiaciuti dei ragazzini, le strofe su noi due duranti i viaggi in pullman, tutto scompare anche le frasi offensive della sua vera ragazza rivolte a me che non avevo idea di come difendermi, spaventata da qualcosa che andava oltre le mie capacità. In quel momento è così che mi sentivo: non riuscivo a schernirmi a difendermi dalle menzogne che mi venivano associate, dalle attenzione non volute che mi venivano riservate e mi sentivo una marionetta in mani estranee. 

A fine turno esco dall'ufficio e  in strada, la prima cosa che faccio è dirigermi in pasticceria e premiarmi per quella che sono oggi: perché quella ragazzina incapace di spiegare la verità oggi è stata capace di ricevere le sue risposte, che si aspettasse o meno quelle parole, sapeva già - in cuor suo -  che niente sarebbe cambiato e che non aveva affatto bisogno di affrontare quella persona ma sono ugualmente orgogliosa di chi sono diventata, di come ho gestito la sua presenza e di essere soprattutto una me diversa, che non si nasconde davanti ai problemi, che per quanto grandi siano cerca di trovare una via d'uscita. Non che questo fosse un problemone, ma per me era importante dimostrare a me stessa che non mi sarei tirata indietro questa volta, avrei dunque riavuto indietro il senso di libertà che mi era stato sottratto. 




martedì 29 dicembre 2020

Quattro Lady per un libro #4 - C'era una volta un duca di Erica Ridley


Salve, readers! Anche durante le feste, abbiamo desiderato non perderci la puntata di questa rubrica. Stavolta, vi parleremo di un libro autopubblicato, primo di una delle tanti serie di Erica Ridley, che ci porterà a conoscere dei duchi piuttosto problematici. A me il dovere di illustrarvi in particolare l'ambientazione.


Titolo: C'era una volta un duca 
Autrice - Erica Ridley
Editore - Self
Prezzo - 0,99 € ebook
Link d'acquisto: QUI

Attenzione ai romantici spiriti dei Natali passati…

A causa delle condizioni previste dal testamento di un parente ormai a lui estraneo, il duca di Silkridge si vede costretto a rivisitare le fredde e spietate montagne in cui ha perso tutto ciò che amava un tempo. Non appena avrà recuperato l’eredità della sua famiglia se ne tornerà a Londra, dove è il suo posto. Di certo non riaccenderà la scintilla proibita che crepita tra di lui e l’irresistibile peperina che si è lasciato alle spalle…

Noelle Pratchett è immune agli affascinanti farabutti della schiatta dell’arrogante duca. Lui le ha rubato il cuore, le ha rubato un bacio e poi se n’è andato di notte per non tornare mai più. Ora ha fatto ritorno… ed entrambi sanno che non resterà. Ma come farà Noelle a mantenere i suoi gelidi scudi quando ogni singola occhiata ardente la scioglie fin nel profondo?

“I Duchi di Natale” è una serie di commoventi avventure Regency ambientate in un pittoresco villaggio innevato. Dopotutto, nulla scalda una notte invernale come trovarsi tra le braccia di un duca!

Come si può non amare il Natale? Con la sua atmosfera di pace e serenità, con il calore di chi ci è caro. Sembra impossibile che qualcuno possa disprezzarlo, ma è così. La nostra storia inizia con un duca che odia il Natale e ha le sue buone ragioni per farlo.  

Il Duca di Silkridge, Benjamin, è un affascinante cinico che detesta con tutto se stesso la festa del Natale. Gli ricorda la morte dei genitori e, come se non bastasse, il suo odiato nonno ha creato un villaggio proprio dedicato alla festività. A Nashtale, chiamato dai suoi abitanti Natale, è festa tutto l'anno, e dopo vari anni, il Duca deve farne ritorno. Suo nonno è morto e c'è la lettura del testamento. Non si aspetta in eredità terre o soldi, visto il rapporto astioso tra loro, ma Benjamin rivuole un medaglione indietro, un ricordo della defunta madre che gli è stato sottratto dal vecchio eccentrico. Il testamento è rivelato e lui potrà riavere indietro il medaglione ma per ottenerlo dovrà sottostare a delle condizioni, aiutato da una sua vecchia fiamma, Noelle  Pratchett. Quest'ultima è un'orfana di Nashtale che ha condiviso con il bel Duca, quattro anni prima, un meraviglioso bacio. Pensava che poteva esserci qualcosa ma lui invece scappò, lasciandola con il cuore spezzato. Non voleva ricascarci ma l'attrazione tra loro ritorna più forte che mai e, stavolta, per il Duca sarà difficile di andarsene.

Noelle e Benjamin sono uno l'opposto dell'altro. Una ama il natale, il suo villaggio festoso e ricco di amore, mentre lui odia quello che ama lei e non vuole scendere a compromessi. Tuttavia, entrambi sono capaci di fare qualsiasi cosa per ciò a cui tengono. Noelle per i suoi amici e Benjamin per il popolo britannico, come Lord del Parlamento e ottimo politico. Quest'ultimo non sa cosa sia l'amore. Sua madre è morta nel darlo alla luce e, a causa di questo, suo nonno l'ha sempre biasimato. Suo padre, invece, è morto presto, lasciandolo solo con il titolo e le ricchezze. L'unica volta che ha conosciuto la felicità è stato proprio a Nashtale e questa felicità ha il nome di Noelle. Rivederla dopo anni, risveglia in lui sentimenti mai del tutto sopiti ma stare con lei equivarebbe accettare il villaggio e la festa che tanto odia. 

Benvenuti a Natale! Il nostro pittoresco villaggio si annida attorno a Marlowe Castle, sulla vetta della splendida montagna che noi chiamiamo casa. Nashtale è noto soprattutto per l’allegria natalizia che lo contraddistingue durante l’intero anno. Qui, tutti sono una famiglia. La leggenda dei dodici duchi? È assolutamente vera! Ma forse non è esattamente come ce la si aspetta…

Nashtale è un pittoresco villaggio tra le montagne, creato dal bizzarro Lord Marlowe, nonno di Benjamin.  I suoi abitanti sono tutti amici e si festeggia Natale tutto l'anno. Ha un gazzettino ed ospita il festival del Yuletide dal sei di dicembre fino al cinque gennaio. Ricevono turisti da ogni dove per respirare la loro calda allegria e festeggiare in compagnia. Un'ambientazione davvero invitante e particolare. Uno dei punti a favore di questa storia.

Ma a parte l'ambientazione e qualche romantica e dolce scena che ho molto apprezzato, ho provato noia e indifferenza. Non succede niente di spettacolare, è stata una lettura semplice dove un freddo Duca scopre la felicità e va oltre il suo disprezzo per il Natale, dove una ragazza semplice e allegra può riuscire a fare questa magia. Una storia fiabesca che si legge in un attimo grazie allo stile scorrevole della Ridley. È stato il primo libro che ho provato di lei e penso che ne leggerò altri. Ma senza troppe pretese.